ATM (articolazione temporo-mandibolare)

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Dott. Salvo Mistretta Osteopata

Cos’è?

 Per ATM s’intende l’articolazione temporo-mandibolare. Le disfunzioni  dell’ATM si riferiscono dunque, ad una sintomatologia dolorosa che colpisce  i muscoli masticatori, i denti e le loro strutture di sostegno. DCCM (disordini cervico cranio mandibolare).

Cause

 Le cause di questa problematica sono poco chiare, motivo per il quale richiedono spesso un’indagine approfondita. Tra queste:

  • Malocclusione
  • Asimmetria di crescita cranio-facciale
  • Traumi diretti o indiretti cranio-cervico-mandibolari
  • Vizi di postura
  • Patologie ortopediche e/o fisiatriche, con coinvolgimento della postura cranio-cervicale
  • Ansie e Stress
  • Terapie Odontoiatriche e/o Ortodontiche incongrue
  • Aperture esagerate della bocca
  • Parafunzioni (digrignare o serrare i denti, masticare gomme, mordicchiare unghie e/o oggetti),
  • Lassità legamentosa (ipermobilità articolare, frequente nelle donne). Tutte queste rappresentano le cause più frequenti di un disordine Cranio-Cervico-Mandibolare (muscolare, ossea, articolare).

 

 Sintomatologia

 Questi disturbi, come abbiamo visto, possiamo dividerli in tre categorie a cui corrispondono diversi sintomi:

  1. Dolore miofasciale (apparato masticatorio, soprattutto dolore nei muscoli adepti a controllare i movimenti della mandibola, difficoltà ad aprire la bocca, scrosci e scatti durante i movimenti della stessa mandibola con irradiazione a collo e spalle)
  2. Patologia delle ATM (mancato coordinamento tra il condilo e il disco articolare, malattia degenerativa dell’articolazione come l’osteoartrite o l’artrite reumatoide)
  3. Patologie dento paradontali e/o occlusionali

Punto di vista osteopatico e trattamento

 E’ di fondamentale importanza recarsi dall’osteopata in seguito ad una valutazione medico specialistica. Spesso chi soffre di questa problematica chiede consulenza anche a fisiatri, ortopedici e soprattutto dentisti, gnatologi che si occupano di diagnosticare tale disturbo. Fortunatamente, con il tempo queste figure sono sempre più invogliate alla collaborazione professionale, in quanto, la bibliografia recente associa a tali disturbi dei compensi ad altri distretti corporei. In questo modo è possibile creare una buona intesa tra queste figure specialistiche e quelle di osteopati, con l’obiettivo di rieducare il paziente alle sue fisiologiche funzioni, trattando in maniera efficace e risolutiva questa problematica.  L’osteopata successivamente a diagnosi medica, ha l’importante ruolo di riconoscere le eventuali cause che scaturiscono le D.C.C.M. (disordine cranio cervico mandibolari), correlate con la restante parte del corpo; esso cerca di capire quanto realmente la chiusura e l’apertura della bocca influenzino il cranio e la colonna cervicale durante il movimento, individua quindi, le alterazioni posturali derivanti da determinate tipologie di occlusione tra le arcate dentarie. Questo è possibile grazie ad un’accurata anamnesi (storia del paziente, abitudini, vizi posturali, traumi) un’attenta valutazione obiettiva, una diagnosi differenziale ed un programma terapeutico osteopatico.

Molto spesso come suggerisce la letteratura recente, per velocizzare la condizione salutogenica è preferibile includere un percorso chinesiologico con l’obiettivo di rieducare le zone perturbate.