Intervista al Dott. Salvo Mistretta

plagiocefalia-bambini

             Docente presso il dipartimento di Osteopatia in ambito muscolo-scheletrico

                                    – il CSdOI (scuola di Osteopatia) di Catania e Palermo –

                                                  Responsabile della Clinica di Palermo

 

Cos’è la plagiocefalia?

 Si tratta di un’asimmetria craniale, ma prima di entrare nello specifico dell’argomento è giusto fare una breve distinzione tra i diversi tipi di plagiocefalia:

  • Plagiocefalia sinostotica
  • Plagiocefalia posizionale

Entrambe consistono in deformazioni del cranio del neonato, ma hanno origini differenti e quindi diversi trattamenti. L’Osteopatia si occupa esclusivamente di plagiocefalia posizionale. E’ da precisare che non si tratta di una vera e propria patologia, ma di un’alterazione cranica acquisita che dà origine ad un’asimmetria della testa nel suo insieme, interferendo nel modello di crescita del cranio.

Quali possono essere le cause?

Nel caso della plagiocefalia sinostotica ci riferiamo ad un anormale sviluppo delle suture craniali che richiede necessariamente una correzione chirurgica, non si può intervenire in altro modo. Per quanto riguarda invece la plagiocefalia posizionale, di cui appunto si occupa l’Osteopatia, bisogna dire che dagli anni ‘90 è aumentata notevolmente, precisamente da quando i pediatri hanno consigliato di evitare la posizione prona durante il sonno per prevenire le “morti improvvise in culla”; consiglio pediatrico che va assolutamente rispettato, perché da quando è stato applicato, la SIDS (sudden infant death sindrome) è diminuita sensibilmente.

Le cause vanno rintracciate in forze esterne che agiscono sul cranio del neonato generando appunto un “dimorfismo” (una disarmonia craniale). Questo avviene perché nei primi mesi di vita il cranio del neonato è costituito da ossa ancora morbide e facilmente modellabili in base alle posizioni che assume.

Bisogna inoltre distinguere tra plagiocefalia primaria e plagiocefalia secondaria; Nel primo caso rientrano le cause pre-natali, in quanto, all’interno dell’utero materno il feto, essendo molto limitato nella mobilità, è costretto ad assumere una determinata posizione per lunghi periodi, questo può certamente causare uno squilibrio nella tensione dei muscoli del collo. In particolare, un altro fattore influente può essere dato dalle dimensioni del feto o dalla presenza di gemellarità, malformazione uterina, anomalie del liquido amniotico.  Anche il travaglio, le manovre di compressione durante il parto, l’ausilio di ventosa e forcipe possono determinare dimorfismo del cranio.

Nel secondo caso invece, le cause sono rintracciabili in posture persistenti post-natali, come ad esempio in seguito ad un periodo in decubito dorsale, con la testa appoggiata per lunghi periodi su una superficie piatta, motivo per il quale i neonati prematuri sono più facilmente inclini a sviluppare plagiocefalia, sono più sensibili alle pressioni. Infine, bisogna aggiungere che il bambino tende sempre a prediligere la stessa posizione per dormire, anche questa è una possibile causa.

Quando consiglia ai suoi pazienti di rivolgersi ad uno specialista?

Qual è la sintomatologia?

 La sintomatologia può variare, ad esempio se consideriamo che le compressioni del parto possono influenzare la mobilità delle ossa craniche ed interferire con la regolare funzione dei nervi cranici, i sintomi dipendono dal nervo cranico compromesso. Se il nervo disturbato è l’ipoglosso, si avranno difficoltà nella suzione, in quanto esso controlla la suzione, i movimenti della lingua, lo sviluppo del linguaggio; oppure, conseguenze dirette dell’irritazione del nervo vago possono essere le coliche, c’è la possibilità di sviluppare disturbi anche a carico della sfera visiva (immagini confuse, strabismo), occlusale, di sviluppare scoliosi, cefalea, torcicollo, vomito, rigurgiti ecc. Dunque, il parto e la compressione che da esso deriva, può creare nel neonato disturbi neurologici, neurovegetativi, in base al nervo interessato.

Solitamente il consiglio ai genitori è di osservare nel neonato gli stati di irrequietezza lontano dai pasti (pianto spontaneo, insonnia).

Considerando che la plagiocefalia non ha una risoluzione spontanea, consiglio ai miei pazienti sotto la visione Pediatrica di rivolgersi ad un Osteopata già dalla prima settimana di vita fino ai 12 – 18 mesi. Non perdere tempo può evitare percorsi di cura più lunghi e più dolorosi da adulti.

Da un punto di vista osteopatico qual è il trattamento di questa patologia?

Supportato dalla letteratura scientifica,Per ottenere il migliore risultato possibile, nei casi   in cui non fosse possibile una risoluzione definitiva, è importante trattare questi bambini in fase precoce, e proseguire con regolarità per dare o ristabilire equilibrio tissutale alle zone di distorsione almeno fino ai 12-18 mesi di vita. Le tecniche e gli approcci che abbiamo a disposizione sono svariati, in relazione ai mesi di vita e all’ embriologia delle ossa craniche. Lo scopo del trattamento non è solamente quello di ripristinare l’integrità strutturale e la continuità dei tessuti, membrane, fluidi della base cranica, del rachide cervicale e della colonna per permettere al corpo di mettere in atto il suo potere d’autoguarigione, ma anche quello di dare ai genitori dei preziosi consigli sulla gestione del bambino durante tutto il periodo del trattamento.

Infine, ecco alcuni suggerimenti utili per la prevenzione:

  • Alternare le posizioni della testa da un lato e dall’altro durante il sonno del neonato.
  • Nel tenere il bambino in braccio o in appoggio sull’anca, metterlo alternativamente rivolto a destra o a sinistra.
  • Durante il cambio del pannolino, o nei momenti di veglia del bambino favorire il movimento della testa attraendo la sua attenzione da diverse posizioni.
  • Cambiare anche la disposizione dei giocattoli in diversi lati del lettino, seggiolino o carrozzina.
  • Alternare i lati ad ogni pasto quando si imbocca il bambino.

 

Giovanna Gagliano